Skip to content

DISTANZE TRA COSTRUZIONI, NO A DEROGHE DEI PIANI REGOLATORI DA PARTE DEI PRIVATI

Posted byAvv. Filippo Barbàra

in tema di distanze legali tra costruzioni, le prescrizioni contenute nei piani regolatori e nei regolamenti edilizi comunali, essendo dettate, contrariamente a quelle del codice civile, a tutela dell’interesse generale a un prefigurato modello urbanistico, non tollerano deroghe convenzionali da parte dei privati. Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza n. 29092 del 2017. Tali deroghe, se concordate, sono invalide, né tale invalidità può venir meno per l’avvenuto rilascio di concessione edilizia, poiché il singolo atto non può consentire la violazione dei principi generali dettati, una volta per tutte, con gli indicati strumenti urbanistici.

Con recenti sentenze (Cassazione n. 17043/15), la Suprema corte di cassazione ha ricordato che la ristrutturazione edilizia, mediante ricostruzione di un edificio preesistente venuto meno per evento naturale o per volontaria demolizione, si attua, nel rispetto dell’articolo 31, comma 1, della legge 457/1978, attraverso interventi che comportino modificazioni esclusivamente interne dell’edificio preesistente, senza aumenti di superficie o di volume, in presenza dei quali, invece, si configura una nuova costruzione, sottoposta alla disciplina in tema di distanze e alla relativa tutela ripristinatoria, dovendosi escludere che i regolamenti locali possano incidere, anche solo indirettamente con la previsione di soglie massime di incremento edilizio, sulle nozioni normative di “ristrutturazione” e di “nuova costruzione” e sui rimedi esperibili nei rapporti tra privati. In caso di violazione delle norme del regolamento edilizio locale disciplinanti solo l’altezza degli edifici, il privato ha diritto, comunque, solo al risarcimento dei danni e non anche alla riduzione in pristino del manufatto, trattandosi di disposizioni che hanno quale scopo principale la tutela di interessi generali urbanistici (Cassazione n. 10264/16).

Approfondimenti

Aricoli correlati

VENDITA DI IMMOBILE SENZA ABITABILITÀ: LA CASSAZIONE CONFERMA LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER ALIUD PRO ALIO

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17051/2019 della Seconda Sezione Civile, ha confermato la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare per consegna di aliud pro alio, ovvero per l'inadempimento grave derivante dalla mancanza del certificato di abitabilità dell’immobile. La decisione fa seguito a una lunga vicenda giudiziaria che...
Leggi articolo completo

Le agevolazioni fiscali non si applicano all’atto notarile stipulato in un momento successivo all’accordo di mediazione

L'Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione per impugnare la sentenza della CTR umbra che confermava la sentenza di accoglimento di primo grado relativa all'estensione dei benefici fiscali ex D.Lgs. n. 28/2010 all'atto notarile rogato a seguito di un accordo raggiunto in mediazione. Secondo la V Sezione della Suprema Corte l'applicazione del regime...
Leggi articolo completo

VALIDA LA STIPULAZIONE DI UN CONTRATTO PRELIMINARE DI PRELIMINARE

La stipulazione di un contratto preliminare di preliminare (nella specie, relativo a una compravendita immobiliare), ossia di un accordo in virtù del quale le parti si obblighino a concludere un successivo contratto che preveda anche solamente effetti obbligatori (e con l'esclusione dell'esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento) è...
Leggi articolo completo